Bagno Umberto
Via Arenile, 54
Forte dei Marmi (LU)
Telefono 0584 83.502
Sabato 25 Luglio ore 17.00
Enrica Bianchi
Presenta
VLADIMIR SWAROVSKI
"Che cos'è la Pigheologia"
quasi una chiacchierata sulla forma delle natiche
Con il “Lato B” nel linguaggio attuale si indica una particolare zona del corpo, che per vari motivi non è prudente nominare con il proprio nome. Vladimir Swarovski con la Pigheologia tenta di spiegare, con riferimenti storici, mitologici ed etici il motivo per cui questa zona è stata per due millenni innominata; l’osso iliaco, volgarmente chiamato osso dell’anca, si chiama anche, e per secoli nelle aule di anatomia era chiamato esclusivamente “innominato”. Ma l’attuale “Lato B” nel periodo preumano era il lato A; solo con l’acquisizione della stazione eretta, e con la comunicazione viso a viso il lato A è diventato il didietro, ed ora lato B.
Don Milani soleva dire che “Bisogna dire Culo al Culo, se si parla di Culo. Ma non una volta di più, né una volta di meno”. Questo per dire che si rischia di non essere chiari se si fanno giri di parole e non si usano i giusti termini, anche quando si parla di cose innominabili. Avrebbe potuto usare il luogo comune più diffuso del pane e del vino, ma preferiva il termine “Culo” in quanto è sicuramente più efficace come esempio. A questo punto proporrei di dare un colpo alla botte e una botta in testa, e chiamarlo “Lato C…”, indirizzando la giustizia al centro; anzi, senza lato, “C…” e basta. Il C… è forse la parola che si fa più fatica a pronunciare anche quando si è in argomento; ed è per questo motivo che ha diversi sinonimi e se ne parla spesso con giri di parole e perifrasi, a volte funamboliche, per cercare di evitare il termine in alcuni luoghi ritenuto di dubbio gusto.
Il motivo dell’innominabilità di questa zona anatomica, dall’origine nobilissima, è forse da ricercare appunto nell’origine. Platone racconta nel Simposio della creazione del genere umano, che Zeus modellò gli uomini accoppiati, attaccati per la schiena come gemelli siamesi. Continua lo scrittore mitologico, che gli uomini non soffrivano di ansia in quanto erano costantemente insieme all’anima gemella; erano forti, perché avevano due paia di braccia e di gambe, e la visione a trecentosessanta gradi. Gli uomini peccarono d’orgoglio, questo caso è comune alla versione mosaica, e fu per questo che Zeus li divise, e li condannò a cercarsi. Attualmente questa storia si perpetua, e si ripresenta quando diciamo di cercare l’anima gemella, o la dolce metà. Oltre non si va, e difficilmente chi non ha studiato lettere antiche o il liceo ginnasio ne è a conoscenza. Ma prosegue il racconto con il pentimento di Zeus che si impietosisce per la ferita lasciata lungo la schiena, e ordina a un dio di rimodellarla. Si narra che fu modellata così bene, che alla visione non poteva sfuggire la forma dell’impronta della divinità, che confermava l’origine divina dell’uomo, naturalmente pagana. Per gli antichi greci le natiche erano un momento di fondamentale importanza per stabilire la bellezza e il portamento, oltre che l’elemento in cui è più evidente la differenza fra l’uomo e le bestie. Fidia raccomandava ai suoi allievi di porre molta attenzione nel modellato delle natiche, in quanto è proprio lì che è racchiuso il segreto della bellezza. Con l’avvento del cristianesimo questo pezzo di storia andava rigorosamente cancellato, ed è per questo che le natiche furono interdette alla luce del sole, e fu assolutamente vietato parlarne. Oggi a ricordare che le natiche sono una peculiarità squisitamente umana, c’è il luogo comune che si usa più di frequente per “fortuna”. Gli antichi greci, tanto per ritornare ai detentori della cultura antica, ritenevano che fra i viventi solo gli umani possedessero i glutei. E questo è stato confermato con i successivi studi di anatomia. Il muscolo grande gluteo, che è il più importante nella costituzione del modellato delle natiche, ha la funzione di consentire e mantenere la stazione eretta. Va da sé che è per questa mancanza da parte del resto dei viventi che solo gli umani riescono a stare in piedi; il Diavolo, che è capace di travestirsi e mimetizzarsi fra gli uomini, non solo non possiede le natiche, non riesce nemmeno ad imitarle. La furbizia del Diavolo è tale che preferisce apparire a mezzogiorno, quando il sole è a zenit e non produce ombra. In questo modo, non producendo naturalmente ombra in quanto spirito, si confonde meglio. C’è un solo modo per scoprirlo: mostrare le natiche. Il Diavolo alla vista di un bel C…, dalla vergogna per la sua mancanza volge lo sguardo malevolo altrove portando via ogni malia. Per questo di una persona fortunata si dice che ha Culo.
Nel corso della serata, signore permettendo, si eseguiranno alcune Pigheologie. Con la Pigheologia è possibile individuare la personalità delle signore, solo delle signore, e sarà chiarita la differenza sostanziale fra natiche femminili e natiche maschili, e fra personalità e carattere.
Per questo motivo è graditissima la partecipazione delle signore, e tollerata la presenza assai discreta e senza diritto di parola dei signori, che per questa occasione vorranno cortesemente occupare i posti di fondo.
Ingresso libero. Le offerte saranno devolute alla Croce Verde Viareggio e Croce Rossa Comitato Versilia.
Per ulteriori informazioni:
Vladimir Swarovski 360 35.33.89
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