In bocca al lupo, e crepi il lupo. Così dicono i cacciatori, e quasi tutti. Quando si da un esame, quando si inizia qualcosa. Ma è l'augurio proprio dei cacciatori, non so perché si dice in questo modo, e nemmeno lo voglio sapere; non sono un cacciatore, ed ho un modo di fare gli auguri che è proprio della mia categoria. I pescatori sono un tantinello più volgarotti, dicono da qualche parte della balena che in alcuni casi è fuori luogo e di dubbio gusto. Guai a fare gli auguri ad un pescatore o un cacciatore senza la loro frase di rito. Gli artisti non se ne hanno a male, quelli non superstiziosi; e quelli superstiziosi anche, in quanto sono al corrente che il loro modo di augurarsi il buon esito di un'attività, oltre ad essere un tantinello più volgare di quello dei pescatori, non è molto diffuso perché sono pochissimi gli artisti.
Tutto cominciò qualche anno fa, anche un po' di più. Per essere precisi, non all'anno, ma al periodo, dobbiamo andare indietro nel tempo, a quando non c'era la televisione, ma nemmeno il cinema e l'automobile. A teatro si andava in carrozza, chi poteva permetterselo; ma quasi tutti, o in larga misura, coloro che andavano a teatro ci andavano in carrozza. Poteva capitare che qualcuno ci andasse a piedi perchè non aveva la carrozza, e non voleva mancare alla prima del tenore suo preferito, e tanto ammirato. Così capitò ad un giovinetto, che finito lo spettacolo andò nel camerino del tenore per complimentarsi ed esprimere il piacere e l'orgoglio di aver assistito alla sua rappresentazione.
- Mi consenta maestro di accompagnarla, starle vicino sarà come prendere un po' del suo talento. Studio canto, e un giorno vorrei essere bravo e famoso come lei. -
- Ma certo, mi fa piacere giovane tenore averla accanto, sapesse quanti maestri ho accompagnato io quando ero studente. -
- Passiamo dal retro maestro, sul davanti con tutte le carrozze che sono transitate e che hanno sostato, non è il caso di insozzarsi le scarpe. - Il tenore, che aveva smesso di essere dolce e cortese, con la voce impostata e il disprezzo negli occhi:
- Le auguro, tenorino, semmai dovesse diventare mai bravo e famoso come me, tanta, non tanta e basta, ma tantissima merda come quanta ce n'è in questo momento fuori
dal teatro. E' dalla merda che si percepisce la misura del successo, di anni di lavoro, sacrificio e talento. -
Detto questo senza attendere risposta, e nemmeno il tenorino che era rimasto senza parola, uscì da solo a lustrarsi le scarpe sulla misura del suo successo.
E questo il motivo per cui gli artisti si fanno gli auguri in questo modo.
Vladimir Swarovski
venerdì 12 giugno 2009
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